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                 Consigli per chi cerca lavoro *a cura di MrJob*


Chiusi per ferie!

8 Agosto 2008

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Eh, sì… anche Mr Job sta per partire per le ferie.

Vi auguriamo buone vacanze: pensate solo a divertirvi e per un po’ di giorni dimenticatevi del vostro capo…

Ci vediamo il 25 agosto.

Buon divertimento a tutti!

Mr Job

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Fonte immagine: Digitalnoise


SECOND LIFE: SERATA FINALE PROGETTO ARGON

23 Luglio 2008

 

 

Questa sera ti terrà l’evento finale del progetto Argon con un’interessante mostra d’arte tra le stelle che celebra un mix di stili ed epoche. Ideata e organizzata dagli Argonauti che hanno partecipato al progetto, la mostra si intitola “Punti di vista” e prende spunto dal quadro di Magritte “Perspective”.

L’invito all’evento è aperto a tutti i frequentatori di Second Life e agli appassionati. Ci si ritrova sull’isola di Argon alle 22. All’arrivo alla land, nella spiaggia troverete un cavalletto da pittore con l’insegna della mostra.
Il cavalletto rilascerà un landmark che vi porterà proprio di fronte alla mostra.

Non mancate!

 


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MORIRE DI LAVORO: IN GIAPPONE ACCADE. E IN ITALIA?

9 Luglio 2008

 

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Nella lingua inglese è entrato in uso un nuovo vocabolo, Karosh. Letteralmente significa “morto per eccesso di lavoro” ed è un espressione che arriva dal Giappone, lo stato che detiene il triste primato del maggior numero di suicidi legati alle condizioni di lavoro.

 

Cosa dicono le statistiche

L’ILO, l’Organizzazione Internazionale del lavoro, stima che in Giappone il numero di persone che lavorano più di 50 ore a settimana superi il 28%, tantissimo rispetto al 10% della media europea. Mentre dal 1998 all’inizio del 2007, il numero dei suicidi riconducibili a cause di lavoro, sono stati più di 30.000 con un aumento vertiginoso rispetto agli anni passati. Le cause sono sempre le stesse: ritmi massacranti, ferie negate e straordinari talvolta pari al 100% del normale orario di lavoro.

 

La storia di Uendan

Emblematico è il caso di un ragazzo giapponese, suicidatosi a 23 anni dopo 16 mesi di lavoro massacrante. Assunto da una società appaltatrice, la Nextar, Uendan era stato poi inserito come ispettore di produzione presso la Nikon. Tra straordinari, turni anche di notte e trasferte di lavoro raggiungeva a volte le 250 ore lavorative al mese lavorando anche 15 ore al giorno consecutivamente, senza mai un giorno libero. In breve tempo aveva perso 13 chili, aveva iniziato a soffrire di disturbi vari tra cui di mal di stomaco e insonnia e era sprofondato in una terribile depressione. Fino ad un giorno del marzo 1999 quando, esasperato, si è tolto la vita lasciando un biglietto con scritto:
Tutto il tempo che ho passato è stato sprecato“.

 

La sentenza

Sei anni dopo, nel marzo del 2005, il tribunale distrettuale di Tokyo ha dichiarato colpevoli sia la Nextar che la Nikon ordinando ad entrambe un risarcimento danni. Si tratta di una sentenza esemplare, che però non è bastata a tutelare i lavoratori nipponici. In Giappone infatti, per alcune categorie professionali, non esiste alcuna tutela e i criteri di legge riguardanti le ore lavorative, sono ben lontani dagli standard internazionali.

 

Cosa accade nel nostro Paese

In Italia la situazione è completamente diversa. Gli straordinari sono più bassi rispetto alla media europea e il fenomeno dei Karoshi è quasi del tutto insesistente. Purtoppo questo non significa che le cose vadano meglio. Se in Giappone si muore di lavoro, da noi ci si ammala. Il proliferare di lavori instabili e sottopagati, fanno insorgere condizioni di stress e problemi psicologici prima inesistenti. Molti lavoratori si sentono impotenti di fronte a un futuro instabile e del tutto inadeguati rispetto a esigenze reali, impossibili da realizzare con stipendi talvolta irrisori.

 

Qualche riflessione

I problemi psicosociali che ne derivano non sono però tangibili come un suicidio e quindi è ancor più facile che vengano sottovalutati. Si basano su dati difficilmente misurabili e piuttosto che affrontare il problema, si finge di ignorarlo.
Il lavoro però è un pilastro fondamentale della vita di una persona e ne condiziona sempre di più le scelte. Ed è questo che è frustrante per chi magari vorrebbe prendere determinate decisione ma è costretto a rinviarle in attesa di una stabilità economica al momento lontana. Sarebbe importante prendere coscienza di questo, e non aspettare sempre di arrivare a situazioni irreparabili. Noi continueremo a farlo, dando voce ai lavoratori e pubblicando tutti i vostri commenti, che meglio di ogni altra cosa, spesso denunciano situazioni limite.

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Fonte immagine: PeppeManga


CERCATE UN LAVORO (SERIO)? L’AIUTO ARRIVA DAL WEB

19 Giugno 2008

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Cercare un lavoro talvolta diventa di per sè un lavoro. Non è uno scioglilingua.
La fatica di trovare un impiego e lo stress di chi non riesce proprio ad essere assunto possono diventare veramente un chiodo fisso che occupa la nostra mente ben oltre le 8 ore lavorative.
La fortuna è che su internet possiamo trovare di tutto, comprese centinaia di offerte continuamente aggiornate.

 

Annunci di lavoro fasulli

Non sempre però tutte sono così attendibili. Ad esempio, avete mai sentito parlare di phishing? Letteralmente significa “spillaggio” e nel concreto sono mail in cui ci propinano offerte di ogni tipo, comprese quindi offerte di lavoro.
Diciamo che un occhio un po’ esperto difficilmente cade nella trappola: l’italiano con cui sono scritti i testi spesso rasenta quasi il ridicolo oppure le offerte sono così vantaggiose da metterci qualche sospetto. Però può anche accadere di trovarsi di fronte a “falsi” perfetti: una grafica impeccabile, un contenuto credibile e un link funzionante che cela però un falso sito web.

 

Attenzione alla truffa
E non dimentichiamo che chi ormai ha perso le speranze e non sa proprio più dove sbattere la testa per trovare un impiego, è più vulnerabile a queste truffe. Già perchè si tratta realmente di un reato. Lo scopo è quello di “spillare” (da qui l’origine del termine) dati sensibili alle proprie “vittime”, chiedendo loro informazioni riservate come ad esempio il numero di carta di credito.

 

Un aiuto dal widget

Per fortuna qualche rimedio c’è. Innanzitutto, diffidare di ogni mail “sospetta” e cestinarla subito. E poi, per chi cerca veramente lavoro, il consiglio è di affidarsi solo ad annunci provenienti da siti sicuri.
Non so se vi sia mai capitato di vederli, ma ora vanno molto di moda, su blog o siti vari, i widget. Sono quei box, spesso colorati, che trovate solitamente ai lati delle pagine. Contengono degli spazi in cui immetere le informazioni che ricercate. Una volta avviata la ricerca, vi rimandano direttamente agli annunci relativi ai dati che avete inserito.

 

Il nostro test

Per offrire a tutti i nostri utenti un servizio in più, abbiamo deciso anche noi di testare un widget dedicato alle offerte di lavoro. Si chiama “Trova il TUO lavoro” ed è sul nostro blog, alla destra della pagina. In pratica, inserendo la città e la professione che vi interessano, verrete rimandati direttamente agli annunci di lavoro pertinenti per la vostra richiesta, presenti sul sito Bakeca.it.
Ovviamente ci siamo informati: il sito è sicuro, gli annunci aggiornati e la ricerca completamente gratuita. E se poi curate un blog o un sito potete anche voi scaricare gratis il widget e inserirlo dove preferite. Visto che parliamo sempre di lavoro ci sembrava giusto regalare a tutti un servizio utile.
Ora aspettiamo i vostri commenti.

Fonte immagine: 4yougratis


CONTRATTI A PROGETTO: E SE ARRIVANO GLI ISPETTORI DEL LAVORO?

17 Giugno 2008

 

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Immaginiamo una situazione molto diffusa.
Sei un lavoratore a progetto ma sai benissimo di essere ai limiti della legalità. Tante volte hai sperato nell’arrivo improvviso di un controllo da parte degli ispettori di vigilanza. “Voglio vedere la faccia del capo”- ti sei detto. Poi però, superato l’entusiamo iniziale, ecco che arrivano i dubbi: “Quali conseguenze possono avere questi controlli? E soprattutto, quali conseguenze hanno sui singoli lavoratori?”

 

Vediamo di capirci qualcosa di più

Una recente Circolare del Ministero del Lavoro (datata 29 gennaio 2008), destinata agli Organi di Vigilanza, ha definito quali sono i parametri che devono seguire i contratti a progetto e ha stabilito quali sono i casi in cui gli ispettori possono e devono intervenire.
Eccoli punto per punto:

 

Oggetto del contratto
Deve essere specificato per iscritto, ben definito e non può coincidere con la totale attività dell’azienda. In pratica, se siete lavoratori a progetto dovete svolgere una mansione accessoria (e non indispensabile) per l’azienda. sennò che progetto è?

 

Contratto in forma scritta
Gli antichi latini lo dicevano sempre: Verba volant, scripta manent. Per farla breve: un contratto a progetto è valido se viene scritto. La scappatoia per un datore “smemorato” che dimentica di definire per iscritto il contratto, è dimostrare in sede giudiziaria, la natura autonoma del rapporto di lavoro in questione.

 

Tipo di prestazione
Se è un progetto, si presuppone che il lavoratore ne segua tutte le fasi, dalla nascita al raggiungimento degli obiettivi. Di fronte ad un lavoratore a progetto che svolge mansioni ripetitive e elementari, è normale quindi che l’ispettore si insospettisca. Anche per questo è stata creata una “lista nera” delle mansioni incompatibili con i lavori a progetto.

 

Autonomia del lavoratore
Il lavoratore a progetto deve essere autonomo, nelle scelte e nello svolgimento della prestazione. Altrimenti si chiamerebbe dipendente. Il datore di lavoro non deve quindi esercitare in alcun modo un potere disciplinare sui propri collaboratori.

 

Compenso legato all’obiettivo
Il concetto è: se porti a compimento un progetto, vieni pagato. Altrimenti no. O meglio, in questo caso è a discrezione del datore.

 

Proroghe ingiustificate
Se il contratto viene rinnovato ma il progetto rimane praticamente identico, ci sono buone ragioni per pensare che di vero progetto non si tratti. Anzi, il sospetto è che sotto ci sia il tocco magico di un capo che ha preferito trasformare un banale contratto a tempo determinato in un ben più economico contratto a progetto.

 

Rispetto delle normative previdenziali.
Il datore deve garantire il rispetto della normativa previdenziale e assistenziale. Nello specifico, il lavoratore deve fare domanda di iscrizione alla Gestione separata Inps; il datore di lavoro deve inviare la denuncia nominativa all’Inail e provvedere alla registrazione sul libro di matricola.


I dubbi di MrJob

La considerazione è sempre la stessa: le normative ci sono, l’intento di frenare la speculazione di un contratto a progetto mal applicato anche; ma anche questa circolare, pur definendo punto per punto i vari aspetti del contratto, si presta a libere interpretazioni. Ad esempio: è così semplice dimostrare che un lavoratore pur essendo sulla carta a progetto e quindi autonomo, di autonomia ne ha ben poca? O che ciò che sta seguendo non è un progetto ma sono i vari progetti per cui l’azienda vive? Libero spazio a tutte le vostre risposte e riflessioni.

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Fonte immagine: leadminingmuseum



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